Davanti agli occhi c’è un ponte

davantiQuesto tempo, con le sue lotte e i suoi drammi brucianti, può lasciarci nuovamente indifferenti, intrappolati dal benessere occidentale nell’esilio indifferente delle nostre coscienze; o anche la crisi umana più profonda, il dolore e l’esilio possono essere il primo punto di partenza per lanciare un ponte. E la parola, con la sua “temperatura del fuoco” (così Mario Luzi in Ipazia), può preparare il terreno per costruire ponti, dialoghi, incontri tra uomini e culture. I poeti, come diceva Clemént, possono gridare al mondo intero quando l’ossigeno nei polmoni si sta esaurendo. Con questa piccola antologia vogliamo tentare, se pur con tutta l’umiltà di una consapevole approssimazione, di rimettere a tema i fondamenti della nostra esperienza umana: a parole, come si addice ad un tentativo letterario, ma con tutta l’energia e la libertà che il fuoco della poesia porta ancora dentro, come una promessa”

(dall’introduzione di Massimiliano Mandorlo) Continua a leggere

Alla casa delle Letterature, Franco Buffoni

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La poesia è storia dei popoli, testimonianza della nostra vicenda umana.”

Franco Buffoni

Presentazione a Roma, alla Casa delle Letterature alle 18.00 (piazza dell’Orologio, 3) dell’ultimo libro di poesie di FRANCO BUFFONI edito da Donzelli nel 2015 “Avrei fatto la fine di Turing“.

Introduce la serata Elisa Donzelli, coordina Fabrizio Fantoni, interventi di Arturo Mazzarella e Luigia Sorrentino.

Sarà presente l’autore.

AUTORITRATTO di Franco Buffoni

Poesia come vita

“Non soltanto in Jucci (Mondadori 2014), ma in tutta la mia scrittura poetica i luoghi hanno avuto una funzione essenziale. Ricordo quell’immagine da Il profilo del Rosa (Mondadori, 2000) dove – bambino – sogno di allungare il mio corpo dal Monte Rosa al Po in una sorta di onnipotenza gulliveriana. Ho sempre fatto leva, tuttavia, anche sul potenziale simbolico- evocativo delle parole che uso. Se il “Rosa” – per chi come me è nato e cresciuto sulle colline moreniche che ne costituiscono le prime pendici – non può che essere il monte il cui profilo si staglia all’orizzonte con le sue caratteristiche cime (Gnifetti, Zumstein, Nordend, Dufour), crescendo – e nel libro è di questo che sostanzialmente parlo – il rosa diventa anche il colore dell’esclusione, della persecuzione, dell’omofobia.[…]”

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Bianca Garavelli, “Le terzine perdute di Dante”


Giovedì 3 dicembre 2015, ore 21.00, nella nuova sede della Casa della Poesia di Milano, al LABORATORIO FORMENTINI,
presentazione del romanzo di Bianca Garavelli “Le terzine perdute di Dante” (Rizzoli editore).

A cura di Tomaso Kemeny

Intervengono

Valentina Fortichiari
e Bianca Garavelli.

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