PhotoFestival “Attraverso le Pieghe del Tempo”

Appuntamento

Il PhotoFestival “Attraverso le Pieghe del Tempo”, conosciuto al grande pubblico anche come NettunoPhotoFestival, è il nome della rassegna annuale, giunta alla terza edizione e idata e curata dall’Associazione Culturale “Occhio dell’Arte” nella persona della sua Presidente Lisa Bernardini, che fra i suoi scopi ha quelli di promuovere eventi culturali connessi ad opere di solidarietà sociale.

Ospitata nella spettacolare sede del cinquecentesco Forte Sangallo e promossa in collaborazione con il comune di Nettuno (Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo e Assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione), la rassegna prevede diverse occasioni di incontro e di confronto fra fotografia, poesia e musica in un programma che si svolge dal 20 agosto al 1° settembre.

Molti sono i personaggi noti al grande pubblico che premiamo durante ogni edizione e che accettano di partecipare alla nostra rassegna per la stessa forte motivazione sottesa al festival: un momento artistico condiviso e intimamente collegato ad una azione benefica (viene realizzata, infatti, durante i giorni del festival, una raccolta fondi da parte della Onlus di turno ospitata attraverso la vendita di gadgets e/o offerte Continua a leggere

Cinzia Demi, “Incontri e Incantamenti”

Letture
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“Incontri e Incantamenti” di Cinzia Demi (Raffaelli, Rimini, 2012), Prefazione di Gianfranco Lauretano.

Per comporre la sua nuova raccolta, “Incontri e Incantamenti”, Cinzia Demi ha dovuto affrontare l’annosa questione, ma definitivamente risolvibile, che ogni poeta di ogni tradizione deve porsi, cioè quella della lingua in cui scrivere. La risposta è stata trovata ascoltando la poesia di Giorgio Caproni e attingendo al suo percorso di scoperta di una nuova lingua, percorso che sembra essere sempre più centrale e decisivo nelle vicende della poesia italiana del Novecento: l’avvertita inadeguatezza della tradizione, diciamo per semplificare, “petrarchesca”, è stata risolta da una parte con lo sperimentalismo del le (neo)avanguardie, dall’altra con una ricerca più intima, profonda, fatta di scarti apparentemente minori, il cui risultato è però assai più incisivo nella direzione di una modernizzazione dell’italiano poetico. Esemplarità di Caproni, appunto. Continua a leggere

Marco Boietti, “Loro”

Letture

“Loro” di Marco Boietti, Edizioni Blu di Prussia, 2013

dalla PREFAZIONE Eugenio Rebecchi

Se, ad una prima occhiata, il dialogo tra un “lui” ed una “lei”, su cui e’ impostato il lavoro, potrebbe far pensare ad una sceneggiatura, in realtà si tratta di un’opera poetica “tout court”. Sì, è vero, c’è un diverso modo di rappresentare la poesia,c’è una nuova elaborazione della stessa rispetto alle prove forniteci da Marco Boietti in libri precedenti. Ma ciò non toglie nulla alla liricità del verso; la poesia resta tale anche dopo il tentativo, riuscito, di darle un taglio inconsueto. L’Autore ha voluto cercare strade nuove, in quanto ad ar- chitettura contenutistica e di forma, spinto da una apprezzabile curiosità d’artista e dal lecito desiderio di rinnovamento espressivo. Intesi, questi, come potenti propulsori in grado di produrre una spinta dinamica volta al raggiungimento di una diversa cifra stilistica di scrittura. Continua a leggere

Eva Bourke, “Piano”

Di Eva Bourke Edizioni Kolibris ha già pubblicato la raccolta poetica La latitudine di Napoli (2011), in cui poesie e prose poetiche si alternano a intonare un lungo canto ininterrotto dalla prima all’ultima pagina. Allo stesso modo in Piano, la voce della poetessa si leva in un inno che abbraccia luoghi, situazioni e persone, intrecciando tra loro passato, presente e futuro, per cui la raccolta stessa diviene quello Zeitraum di cui canta la poetessa, una compresenza di luogo e tempo, che in quanto tale, è “luogo” privo di coordinate spazio temporali, dove esperienza, ricordo, racconto e parlato convivono e si compenetrano, confondendosi nel flusso della storia individuale al confluire nel grande mare della storia collettiva. In questa raccolta, così come già nella Latitudine di Napoli, la poetessa prova e suona tutte le corde della propria voce, giocando su una grande varietà di Continua a leggere

Gabriele Gabbia, “La terra franata dei nomi”

Letture
a cura di Luigia Sorrentino

Con “La terra franata dei nomi”, opera prima di poesia, Gabriele Gabbia penetra nel frammento, nella sua voce scissa eppure ineluttabile, attraversata da profonde tensioni endogene. Il misterioso epicentro della “frana”, della forza tellurica che ci consegna questi testi, risiede in quell’altrove della scrittura che è all’origine di ogni scrittura, in quel baratro, in quell’abisso da cui cercano di risalire i versi nella loro indifesa, implacabile nudità.

E’ bene sottolineare che non si tratta di una nostalgia per un’origine unitaria perduta, che probabilmente non c’è mai stata, quanto piuttosto della testimonianza di una parola sofferta, dilaniata, combattuta. Continua a leggere