Antonio Spagnuolo, “Oltre lo smeriglio”

 

spgnuolo_oltre-lo-smeriglioAntonio Spagnuolo è nato a Napoli il 21 luglio 1931. 

In poesia ha pubblicato : “Ore del tempo perduto” – Intelisano – Milano 1953 “Rintocchi nel cielo” – Ofiria – Firenze 1954, “Erba sul muro” – Iride – Napoli, 1965, “Poesie 74” – SEN Napoli 1974, “Affinità imperfette” – SEN Napoli 1978, “I diritti senza nome” – SEN Napoli 1978 , “Angolo artificiale” – SEN Napoli 1979, “Graffito controluce” – SEN Napoli 1980, “Ingresso bianco” – Glaux Napoli 1983 “Le stanze” – Glaux Napoli 1983, “Fogli dal calendario” – Tam-Tam Reggio Emilia 1984 – prefaz. G.B. Nazzaro “Candida” – Guida Napoli 1985, “Dieci poesie d’amore e una prova d’autore” – Altri Termini . Napoli – 1987,  “Infibul/azione” – Hetea – Alatri 1988 “Il tempo scalzato” – All’antico mercato saraceno – Treviso 1989, “L’intimo piacere di svestirsi” – L’Assedio della poesia – Napoli 1992, “Il gesto – le camelie” – All’antico mercato Saraceno – Treviso 1992 , “Dietro il restauro” – Ripostes – Salerno 1993 , “Attese” – Porto Franco – Taranto 1994 – illustrazioni di Aligi Sassu, “Io ti inseguirò” (venticinque poesie intorno alla Croce) – Luciano Editore – Na – 1999, “Rapinando alfabeti”,  Napoli 2001 – “Corruptions” – Gradiva Pubblications – New York . 2004,  “Per lembi” – Manni editori – Lecce 2004 , “Fugacità del tempo”, Ed. Lietocolle – Faloppio 2007,  “Fratture da comporre” Ed. Kairòs 2009,  “Misure del timore” Ed. Kairòs 2011,  “Il senso della possibilità” Ed. Kairòs 2013.

Una poesia da “Oltre lo smeriglio” di Antonio Spagnuolo, Ed. Kairos, 2014

CIGLIA

Tra le ciglia strappo ancora la luce
per strappare una rima inconsueta,
e questa attesa, illusione già inquieta,
soffice bisbiglia un foglio bianco.
Spesso è l’azzurro in cui credo ancora
il candido frastuono dei ricordi,
perché Signore non so più che fare
tra le mura ingiallite e le foto sgualcite nei cassetti.
Tutto è sopito nelle forme oblique,
strana la voluttà dell’indicibile,
o del sospetto che tutto si annulli
nel mio respiro in cerca del tuo sguardo.

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Marino Santalucia, “Gli angoli del corpo”

 

MARINO_SANTALUCIA“Iniziai a scrivere 15 anni fa, su consiglio di un’amica, per curare la mia anima tormentata. La necessità ha fatto si, che io riuscissi ad incanalare questo disagio in modo che il malessere nel vivere in questo corpo, che sento stretto, quasi soffocante venisse liberato attraverso la poesia. Scrivo di getto, con la pancia, ed è miele per le mie ferite.”

Marino Santalucia

Se resisto al tramonto del corpo,  

io tradisco

Dalla Prefazione di Antonella Catini Lucente

si apre con un incipit assiomatico, irrefutabile, la silloge poetica di Marino Santalucia. Una certezza, la sua, lasciare che il Tempo compia il suo corso, pena un’imperdonabile ubris, tracotanza estrema che comporta l’ineluttabile oblio dei solchi arati sulla terra, divenuti rughe del viso, delle rigature del “ tronco , adagiato sull’asfalto”, metamorfosi delle membra sfatte dal tempo, della quercia fiera, retta verticale delle vertebre ormai ripiegata su se stessa, dell’interezza di corpo che è divenuto altro da sé. […] Continua a leggere

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Alessia D’Errigo, “Pasto Vergine”

 

foto-Alessia-D'ErrigoNon credo di aver scritto “Pasto Vergine”con molta consapevolezza; non mi ero data nessuna tematica, nessun riferimento, nessun punto di partenza. Ho lasciato che le parole arrivassero.

Vengo dal teatro e prima ancora dalla danza. Da anni porto avanti un enorme lavoro sulla ‘parola parlata’ e soprattutto sulla parola poetica. Negli anni e con l’esperienza, avida e curiosa, sono andata avanti con la mia ricerca in maniera sempre più estrema e assoluta, come se non ci fossero mai punti di arrivo ma sempre nuove possibilità di apprendimento, nuovi linguaggi e forme espressive. Via via si è andata a delineare una mia identità artistica e sono andata a definire i punti più importanti del mio lavoro: diventare corpo cavo, essere agiti, lavorare sugli stati alterati di coscienza. Continua a leggere

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Giovanni Parentignoti, “Davanti all’uditorio colpa ha parola”

parentignoti“Poesia, ovvero creazione, trasmissione di messaggio; interpretazione come linguaggio del corpo e teatralità; la poesia non è marketing, ma nasce dalle viscere, nasce dal sentire e dal vedere, la demagogica e purtroppo sempre più presente dualità poesia-anima, è la morte della stessa; l’anima cos’è? Cosa c’entra in qualcosa di reale e vero come la poesia? Tanti potranno scrivere piacendo alla moltitudine, ma sin quando non fulminerai con le tue parole almeno una sola persona, allora non sarà poesia ma farneticazione, sfoggio di falsa erudizione, banalità inconcreta e allora è vero… stai scrivendo con l’anima, ma a me della tua anima non interessa nulla, voglio i tuoi sentimenti.”
Giovanni Parentignoti
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Lucio Piccolo & Luigia Sorrentino

Luigia Sorrentino legge da: “Gioco a nascondere” di Lucio Piccolo

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Gioacchino Lanza Tomasi, Lucio Piccolo e suo cugino Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Fu Eugenio Montale, com’è noto, il primo poeta a comprendere l’immenso valore della poesia di Lucio Piccolo di Calanovella. Le liriche gli erano pervenute in un’edizione privata, e divennero nel 1956 “I canti barocchi e altre liriche”, raccolta pubblicata da Mondadori con prefazione di Eugenio Montale.

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