Nicola Gardini, “Lacuna”

 

lacuna_fbLacuna” di Nicola Gardini (Einaudi, 2014) è un saggio sul non detto,  un aspetto fin qui, poco esplorato della cultura letteraria mondiale. 

Ma perché “Lacuna”?

Per Gardini una buona narrazione tralascia sempre qualcosa, ed è proprio “la parte che sembra mancare”, perché si inabissa nel non detto – il lettore deve cercarla –  il “quid”, che dà identità e definizione a  ogni grande opera letteraria.

Nella sezione che ha per titolo “La realtà”, leggiamo qualcosa di molto importante: “Il realismo non consiste in un semplice rispecchiamento tra letteratura e vita. In un romanzo, come avverte Vladimir Nabokov, non c’è altra realtà che la mente dello scrittore. Quale vita sarebbe poi rispecchiata in quelle pagine che leggiamo con gli occhi? Quella del tempo in cui vive lo scrittore? Lo stesso Dostoevskij, con tutta la sua pretesa di ancorarsi alla contemporaneità, (la “realtà attuale”, la “realtà concreta”), negava che il realismo fosse solo una questione di fatti: la realtà sta nel significato che sta dietro ai fatti; e il compito principale dello scrittore consiste nella comprensione più che nella semplice rappresentazione.” […] Continua a leggere

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Opere Inedite, Vera D’Atri

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Quando scrivo è per cercare fiato. Con stato d’animo curioso  provo a star dietro a quelle visioni  che nascono ogni giorno e che sono una confusa e primitiva parte di me. Poi, con un lavoro che completa l’intuizione, una volta catturata l’immagine cerco l’equilibrio, il suono da adattare. Ogni parola deve prestarsi a tutte le altre, fornire oltre che un senso anche una specie di armonia. A volte procedo con tranquillità, altre è possibile ch’io venga dirottata dalla forza di singole parole, capitandomi in definitiva di dover ammettere che il testo (come fosse esso stesso una creatura indipendente dalla mia volontà) abbia voluto svelare una sua sconosciuta verità. A volte mi viene da pensare che proprio da questa prepotenza nasca la migliore poesia.

Vera D’Atri Continua a leggere

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Gilberto Isella, “Liturgia minore”

 

liturgia_minoreCon “Liturgia minore”, Gilberto Isella prosegue un lungo cammino di ricerca poetica, cominciato ben prima della pubblicazione, nel 1989, di “Vigilie incustodite”. Questa silloge rappresenta il punto di arrivo di un infittirsi, in questi ultimi anni, di pubblicazioni di raccolte e di plaquettes poetiche, che si sono avvalse anche della collaborazione di vari artisti ticinesi. In questa raccolta, costruita come un trittico, l’autore compie una rigorosa indagine sul suo rapporto con il mondo e con la società, come atto propedeutico ad uno scavo intenso della coscienza. Assistiamo a una lotta continua con la parola, con la sintassi dell’ordito frastico, come pure con i ritmi e le sonorità, per consentire alla voce poetica di esprimere e di comunicare situazioni e stati d’animo complessi del mondo interiore dell’individuo.

(Dalla prefazione di Jean-Jacques Marchand) Continua a leggere

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Domenica Mauri, “Il trattamento della neve”


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“Trattare la neve” cosa può significare? Probabilmente il far sì che la neve si sciolga, torni acqua, sostanza che scorre, che passa, va altrove. Ma è legittimo ipotizzare anche l’intento contrario, vale a dire il conservare, il bloccare, l’adoperarsi per accudire l’inverno, il suo gelo. Trattare è un agire. La finalità di questo agire è tuttavia opaca, ambigua, ambivalente. E ambigua può apparire anche questa scrittura poetica, intessuta di lacerti, racconti sospesi, ipotesi che rimangono tali, contraddizioni irrisolte. Una scrittura poetica che potrebbe rischiare l’intellettualismo, ma che in effetti mantiene costantemente una curvatura lirica. Anche quando cerca di catalogare – dunque di disinnescare con la ragione – ciò che la vita produce in eccesso, il dolore che tutto attraversa (“Grumi. Grovigli. Viluppi. / Senza vie d’uscita. / Con vie d’uscita…”).

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Francesco Belluomini, “Intimi riflessi”

belluomini-2Francesco Belluomini è nato a Viareggio nel 1941, vive a Lido di Camaiore. Ha pubblicato quindici volumi di poesia, tra gli ultimi “Occhi di Gubìa” (LietoColle, 2008, poi uscito anche in versione spagnola nel 2009 dal titolo Escobenes a cura di Emilio Coco) e “Nell’arso delle sponde” (Verona 2010). I romanzi “Le ceneri rimosse” (Newton Compton, 1989); “Sul secco di quell’erba” (romanzo in versi, Pagine, 2002); “L’eccidio di SantAnna di Stazzema” (Bonaccorso, 2006); “La finestra sul mare” (Bonaccorso, 2007); “Villa Giulia” (Bonaccorso, 2009). Suoi testi sono stati pubblicati in antologie, periodici e riviste specializzate. Fondatore e Presidente del Premio letterario Camaiore.

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Francesco Belluomini definisce “Intimi riflessi” sommativa dei tempi fuoriluogo il richiamo del sangue, dopotutto disperso da trent’anni: ma lasciare il ritorno di fiamma non è degno di essere stato figlio nella vta familiare; seppure ben lontana nel tempo la memoria soffocata per nascondere l’urlo del dolore…  Continua a leggere

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