Giornata Mondiale della Poesia

LA GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

Il 22 e 23 marzo 2019 a Verona, presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico, si terrà la 18esima edizione della Giornata mondiale della poesia promossa dall’Accademia Mondiale della Poesia (www.accademiamondialepoesia.com).

Nata nel 2001 a Verona, la città che diede i natali al poeta latino Catullo, avrà come titolo “Poesia e Viaggio” .

Quest’anno la Giornata intende celebrare il cinquantesimo anniversario della scomparsa del poeta Jack Kerouac, e l’uscita, cinquant’anni fa, del libro di Eugenio MontaleFuori di casa”.

L’evento, con ingresso libero fino ad esaurimento posti,  quest’anno si divide in due giornate e sarà condotto dal regista e attore Alfonso De Filippis.

 

IL TEMA DEL VIAGGIO

La XVIII^ edizione si aprirà la mattina del 22 marzo, presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico, con i saluti delle autorità, a seguire la cerimonia di premiazione del Secondo concorso nazionale di Poesia con Immagine via Instagram che ha come tema “Il Viaggio”; nessuna prospettiva come quella del viaggio ha attirato e incantato i poeti antichi e moderni, dall’autore di Gilgamesh all’Omero dell’Odissea a Dante, da Bashō a Santōka, da Baudelaire a Rimbaud, da Whitman alla Beat Generation. Continua a leggere

Sylvia Plath, “Tulips/Tulipani”

LA POESIA CONFESSIONALE

di Luigia Sorrentino

Sylvia Plath e Anne Sexton fra gli anni Cinquanta e Sessanta introducono negli Stati Uniti una poesia che venne definita dalla critica Confessional. Un genere che ha avuto poco seguito anche perché in quel periodo storico in America si andava diffondendo la poesia della beat generation, un movimento artistico e di protesta contro la società americana.

Il genere Confessional  definito anche “poesia automatica”, non poneva alcun filtro all’espressione poetica basata sull’esperienza personale e biografica.

E’ il 1961. Sylvia ha appena subito un intervento chirurgico ed è ricoverata in ospedale quando le viene recapitato nella stanza un mazzo di tulipani rossi. I fiori diventano nella poesia della Plath, l’estensione di ciò che Sylvia sta vivendo in quel preciso momento.
Il candore della stanza in cui si trova, una stanza bianca, interiore e psichica, viene turbato dalla presenza sanguigna dei tulipani che diventano il pretesto per vivere e confessare la propria condizione di alienazione. Attraverso i tulipani la Plath rivive l’esperienza drammatica della sua esistenza, sempre in bilico fra la ricerca della vita e la ricerca della morte.

Sylvia Plath scrive Tulips tre anni prima del suicidio e inserisce la poesia nella raccolta  “Ariel”.

Il volume dei Meridiani Mondadori qui presentato, raccoglie l’intera opera poetica di Sylvia Plath, con testo a fronte, secondo l’edizione definitiva dei Collected Poems curata da Ted Hughes nel 1981. Sono inoltre inclusi nel volume il romanzo autobiografico “La campana di vetro” e un’ampia selezione di racconti e di pagine tratte dai “Diari”. La raccolta, curata da Anna Ravano, contiene un’introduzione firmata da Nadia Fusini.

Luigia Sorrentino legge da “Ariel”, nella traduzione di Giovanni Giudici,  Tulipani, di Sylvia Plath sulle note di “The ritual” (Outro) del compositore ungherese Bèla Bartók.

(Tecnico di produzione Mattia Cusano).

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Lawrence Ferlinghetti, “A Coney Island of the mind“ & “Greatest Poems”

Lawrence Ferlinghetti (Foto d’archivio)

di Vernalda Di Tanna

Sconcertante, iconoclasta, dissacrante e melanconico, Lawrence Ferlinghetti delinea i capisaldi della sua poetica in quarantanove poesie raccolte in “A Coney Island of the mind” (1958), acme della sua produzione. Ferlinghetti prende per mano i suoi lettori, come se fossero dei bambini-adulti che hanno smarrito il senso della realtà più autentica: prontamente li accompagna in una sorta di giro turistico per le strade di San Francisco, città che assurge a simbolo di quella che è la capitalista e consumista “società del benessere” statunitense. Spenta e vivace, dalle luci al neon fino ai grattacieli, San Francisco espone cartelloni pubblicitari rivolti ad un pubblico di massa. Persino in un luogo sereno come il Golden Gate Park si annida una “spaventosa depressione”. L’autore fa della città e dei suoi (poco empatici) cittadini un circo, un grottesco cabaret, sineddoche dell’intero Stato nordamericano. Invece, il suo artigianale e spontaneo mestiere di poeta lo identifica con quello di un acrobata che ha il compito di indovinare la verità, prima di poter raggiungere la Bellezza, avanzando in bilico sul tagliente sguardo del suo pubblico. Ferlinghetti afferma di non essersi “mai sdraiato con la bellezza” in vita sua, ma “di esserci andato eccome a letto” generando le sue poesie. Su uno sfondo panico, immerso nella natura che l’autore immagina come un Paradiso, diversamente da Dante, “in cui la gente sarebbe nuda/ […]/ perché vuol essere/ un ritratto delle anime/ ma senza angeli apprensivi a dir loro/ di come il regno dei cieli sia/ il ritratto perfetto di/ una monarchia”. Le poesie dell’Ultimo dei Beat edificano, come afferma l’autore stesso, “un Coney Island della mente”, “un circo dell’anima”.

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Trevigliopoesia 2014

10002911_667556889978084_1192444529_nDal 23 al 25 maggio 2014 torna il festival di poesia e videopoesia della bassa bergamasca, Trevigliosopesia, con ospiti di spicco e la consueta cornice di performance.

Per l’ottavo anno, la primavera porta con sé Trevigliopoesia (www.trevigliopoesia.it), festival di poesia e videopoesia ideato dall’associazione culturale Nuvole in Viaggio e organizzato con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del comune di Treviglio (Bg). La manifestazione si svolge dal 23 al 25 maggio e torna a indagare con forza sulla parola poetica, senza dimenticarsi delle sue contaminazioni audiovisive. Continua a leggere

Addio a Carolyn Robinson, protagonista della Beat Generation

La scrittrice statunitense Carolyn Robinson, immortalata da Jack Kerouac nel personaggio di Camille in “On the road”, è morta venerdì 20 settembre 2013 in un ospedale a Bracknell, nell’Inghilterra del sud-est. Aveva 90 anni. L’annuncio della scomparsa è stato pubblicato oggi dalla stampa britannica. E’ stata la seconda moglie di Neal Cassady, il compagno ‘sulla strada’ di Kerouac, il Dean Moriarty del romanzo pubblicato nel 1957.

Nata il 28 aprile 1923, Carolyn conobbe i protagonisti della Beat Generation Neal Cassady, Allen Ginsberg e Jack Kerouac nel 1947, mentre lavorava come assistente all’Università di Denver. Fu in questo periodo che Neal e Carolyn si innamorarono, ma quando lei trovò Neal, sua moglie LuAnne Henderson e Allen insieme nello stesso letto rimase scioccata e decise di partire per Hollywood, dove le avevano promesso un lavoro come costumista per il cinema. Continua a leggere