Addio a Nanni Balestrini

È morto Nanni balestrini. Aveva 83 anni. La notizia arriva via Facebook dall’editore Derive e Approdi che negli ultimi anni aveva pubblicato i suoi libri. Balestrini era nato a Milano nel 1935. Nel 1961 fu incluso nell’antologia I Novissimi con Alfredo Giuliani, Elio Pagliarani, Antonio Porta, Edoardo Sanguineti.

Essi furono i precursori del Gruppo ’63 fondato a Palermo che comprendeva anche Alberto Arbasino e Umberto Eco.

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A Jean-Charles Vegliante, il Premio letterario internazionale Carlo Betocchi-Città di Firenze

 

Jean-Charles Vegliante

È Jean-Charles Vegliante il vincitore della XVII edizione del “Premio letterario internazionale Carlo Betocchi-Città di Firenze”. Così ha deciso la giuria del Premio, presieduta da Marco Marchi e composta da Sauro Albisani, Anna Dolfi, Antonia Ida Fontana, Francesco Gurrieri, Gloria Manghetti e Maria Carla Papini.

Jean-Charles Vegliante, nato a Roma nel 1947, vive a Parigi ed è un poeta francese alla cui produzione in proprio ha costantemente abbinato nel corso della vita una vasta e qualificatissima opera di traduzione di poeti italiani: da Dante ai poeti del Novecento e contemporanei, passando per Leopardi, Belli, Pascoli, D’Annunzio, Ungaretti, Montale, Betocchi, Sereni, Calogero, Pasolini, Fortini, Raboni, Amelia Rosselli e altri. Oltre che valido traduttore e intraprendente corifeo della letteratura italiana in Francia, Vegliante è autore di notevoli saggi di critica, teoria letteraria e anche, specificatamente, di teoria della traduzione, con testi (tra cui l’ormai classico D’écrire la traduction) sul ritmo, la scrittura bilingue, la forma poetica, i fenomeni della “translatio”, le scritture in versi connesse con l’emigrazione. Si è occupato inoltre di narratori come Morselli, Primo Levi e Camilleri. Continua a leggere

Al poeta Milo De Angelis il prestigioso Premio Lerici Pea alla Carriera

Milo De Angelis con la gattina Luna – credits ph. Viviana Nicodemo

È Milo De Angelis, tra le voci più significative della poesia italiana contemporanea, il vincitore della 63esima edizione del Premio Lerici Pea “alla Carriera”.

La consegna del riconoscimento si svolgerà domenica 8 ottobre, ore 18, a Lerici, nella suggestiva Villa Marigola, sede storica di questa sezione del premio, messa gentilmente a disposizione da Crédit Agricole Carispezia.

Tra i più rappresentativi premi di poesia nel panorama letterario italiano, il Lerici Pea è realizzato con il sostegno della Fondazione Carispezia nell’ambito del bando “Eventi Culturali”.

La cerimonia di premiazione prenderà inizio con i saluti di Lucilla Del Santo, Presidente del Premio Lerici Pea 2017”, Leonardo Paoletti, Sindaco di Lerici e Alberto Balbarini, Vice Presidente della Fondazione Carispezia.

Seguirà alle 18.30 la proiezione di un estratto del documentario “Sulla punta di una matita – Conversazioni con Milo De Angelis”, regia di Viviana Nicodemo (edito da Mimesis): un suggestivo ritratto di De Angelis che punta i riflettori sui luoghi dell’anima del poeta, scrittore e critico letterario.
Alle ore 19.00 Adriana Beverini, Responsabile della sezione “alla Carriera”, introdurrà Milo De Angelis a dialogo con Francesco Napoli e Stefano Verdino; a seguire, lo stesso De Angelis leggerà una selezione delle sue poesie accompagnato dalla performance musicale della fisarmonicista Ylenia Volpe.
Contestualmente, verranno esposte in visione al pubblico le Antologie del Premio Lerici Pea, dalle più datate, a cura di Carpena edizioni, ad oggi.

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Guido Gozzano, “Le poesie”

guido_gozzanoDall’Introduzione di Edoardo Sanguineti

Gozzano, cosciente dell’obsolescenza, non finge entusiasmi, e non si getta dentro: è il suo vero esilio. La sua linea di condotta è gustosamente paradossale: anziché fabbricare il moderno destinato all’invecchiamento, come accade per i vini di buona annata e per ogni neue Dichtung, cioè l’obsolescenza, fabbrica direttamente l’obsoleto, in perfetta coscienza e serietà. Ciò che è di moda è da lui contemplato e assunto come già démodé: il tocco da fantino è subito percepito come esotico nel tempo, esattamente al modo in cui (rovesciato il procedimento) la fotografia è una «novissima cosa». Il segreto di una poetica degli oggetti, se vogliamo, è tutta qui: si tratta di intendere che tutto è datato, irrimediabilmente datato («Adoro le date. Le date: incanto che non so dire...»), e che dunque, in partenza, la degradazione del consumo fa di ogni immagine, di ogni «bella cosa viva», una «vecchia stampa», anche e soprattutto ove si tratti di realtà di forte evidenza «moderna», come avviene per l’automobile di Totò Merúmeni, e per presenze affini. Non resta che coltivare cose «vestite di tempo»: ma tutto è già vestito di tempo, ormai.

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