“Il digamma” di Yves Bonnefoy

Yves Bonnefoy (ANSA)

NEL CUORE DELL’ALFABETO
di Bianca Sorrentino

Può la scomparsa di una lettera dire della nostra contezza della finitudine? Se lo domanda Yves Bonnefoy ne Il digamma, un testo del 2012 pubblicato tre anni dopo in Italia per i tipi di ES, con la cura di Fabio Scotto, il quale mette immediatamente a fuoco la cifra imprescindibile dell’autore francese: “ogni scritto di Bonnefoy ha un tasso di poeticità altissimo”. Con slancio lirico egli elabora in effetti una raccolta di prose che sfuggono alla definizione di genere: racconti, argomentazioni critiche, evoluzioni dei cosiddetti récits en rêve da lui teorizzati – visioni oniriche formulate in stato di veglia, in aperto contrasto con le trascrizioni dei sogni care ai surrealisti.
Brillante e irriducibile, l’opera bonnefoyana suscita vivo interesse perché con arguzia solleva interrogativi che riguardano l’umano e prova a mettersi in ascolto di una possibile risposta che provenga dall’esperienza stessa del mondo. Non è un caso che il volume si apra con uno scritto dedicato all’immortale tragedia shakespeariana che secondo Agostino Lombardo si configura come “una grande domanda”: la riflessione che Bonnefoy porta avanti nel testo intitolato Dio in «Amleto» riguarda infatti da un lato l’impossibilità della rappresentazione (sia nel circoscritto spazio teatrale sia sul vasto palcoscenico del mondo) di un’opera per sua natura incontenibile, dall’altro l’insoddisfazione dell’artista-demiurgo-drammaturgo di fronte alla propria creazione. Continua a leggere

Yves Bonnefoy, l’avvenire della poesia

Yves Bonnefoy

da Quel che fu senza luce (1987, trad. Einaudi 2001)

Sauf, c’est vrai, que le monde n’a d’images
Que semblables aux fleurs qui trouent la neige
En mars, puis se répandent, toutes parées,
Dans notre rêverie d’un jour de fête,

Et qu’on se penche là, pour emporter
Des brassées de leur joie dans notre vie,
Bientôt les voici mortes, non tant dans l’ombre
De leur coleur fanée que dans nos cœurs.

Ardue est la beauté, presque une énigme,
et toujours à recommencer l’apprentissage
De son vrai sens au flanc du pré en fleurs
Que couvrent par endroits des plaques de neige.

*

Se non che, è vero, il mondo ha solo immagini
simili a fiori che bucano la neve
di marzo, e poi si schiudono, rigogliosi,
nel nostro sognare un giorno di festa.

E non appena ci chiniamo là, a raccogliere
bracciate della loro gioia nella nostra vita,
eccoli subito morire, non tanto nell’ombra
del loro colore appassito ma nei nostri cuori.

Ardua è la bellezza, quasi un enigma,
e sempre da ricominciare è l’apprendistato
del suo vero senso sul pendio sul prato in fiore
coperto qui e là da chiazze di neve. Continua a leggere

Teresa Maresca, “Song of Myself”

Ventotto giovani si bagnano lungo la spiaggia,
ventotto uomini giovani e tutti così amici
ventotto anni di vita femminile e tutta così sola

(Song of Myself, 11, Walt Whitman)

 

Dal 3 aprile sino al 5 maggio 2019, l’elegante edificio liberty di inizio Novecento che ospita
l’Acquario Civico di Milano accoglierà tra le sue pareti e le sue vasche la mostra TERESA
MARESCA, Song of Myself, promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura e
dall’Acquario – Civica Stazione Idrobiologica di Milano.

L’esposizione, a cura di Raffaella Resch, è parte del programma Milano Art Week 2019 (1-7 aprile), palinsesto del Comune di Milano dedicato all’arte moderna e contemporanea.

TERESA MARESCA, con Song of Myself pone al centro dell’indagine il rapporto tra uomo e Natura, traendo il suo titolo dalla raccolta poetica del poeta americano Walt Whitman (1819-1892), di cui proprio nel 2019 si celebrano i 200 anni dalla nascita.

L’omaggio a Whitman è duplice, in quanto oltre al poemetto undicesimo di Song of Myself, in cui ventotto uomini si bagnano di notte nel fiume, Teresa Maresca si ispira anche al “Canto della Sequoia”, la Red Oak Tree che nel testo di Whitman prende la parola in prima
persona, come simbolo della sterminata e incontaminata natura americana.

Artista dedita alla pittura, al disegno e all’incisione, mossa da un motivo ispiratore non di rado mutuato dalla poesia e dalla filosofia, Maresca elabora composizioni di grande impatto richiamando gestualità e cromatismi dei Neue Wilden, il movimento neoespressionista berlinese dei Nuovi Selvaggi, ma anche il Realismo Magico di Peter Doig, tendenze che si contraddistinguono entrambe per una costante riflessione sul ruolo dell’uomo nell’ambiente. Continua a leggere

Yves Bonnefoy

Da “Pietra scritta”

Estate di notte

I

Mi sembra, stasera,
Che più vasto il cielo stellato
A noi si avvicini; e la notte
sia dietro tanti fuochi meno oscura.
Splendono anche le fronde sotto le fronde,
Si è ravvivato il verde, e l’arancio dei frutti maturi,
Lume d’angelo prossimo; un bàttito
D’occulta luce coglie l’albero universale.
A me sembra, stasera,
Che siamo entrati nel giardino, e l’angelo
Ne ha richiuso le porte senza ritorno.

II

Vascello di un’estate,
E tu come alla prua, come si chiude il tempo,
Sciorinando stoffe dipinte, sussurrando.
In quel sogno di maggio
L’eternità saliva tra i frutti dell’albero
E io ti offrivo il frutto che fa illimitato
L’albero senz’angoscia né morte, di un mondo condiviso.
Vagano i morti lontano al deserto di schiuma,
Non c’è deserto più se tutto è in noi,
Non c’è più morte, se le mie labbra sfiorano
L’acqua di una similitudine diffusa sul mare.
Oh sufficienza dell’estate, io t’ebbi pura
Come l’acqua mutata dalla stella, come un fruscìo
Di schiuma sotto i passi dove risale della sabbia
Un chiarore a benedire i nostri corpi senza luce.

da Pietra scritta, Palermo, La nuova Guanda, 1985, traduzione di Diana Grange Fiori.

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Al poeta Milo De Angelis il prestigioso Premio Lerici Pea alla Carriera

Milo De Angelis con la gattina Luna – credits ph. Viviana Nicodemo

È Milo De Angelis, tra le voci più significative della poesia italiana contemporanea, il vincitore della 63esima edizione del Premio Lerici Pea “alla Carriera”.

La consegna del riconoscimento si svolgerà domenica 8 ottobre, ore 18, a Lerici, nella suggestiva Villa Marigola, sede storica di questa sezione del premio, messa gentilmente a disposizione da Crédit Agricole Carispezia.

Tra i più rappresentativi premi di poesia nel panorama letterario italiano, il Lerici Pea è realizzato con il sostegno della Fondazione Carispezia nell’ambito del bando “Eventi Culturali”.

La cerimonia di premiazione prenderà inizio con i saluti di Lucilla Del Santo, Presidente del Premio Lerici Pea 2017”, Leonardo Paoletti, Sindaco di Lerici e Alberto Balbarini, Vice Presidente della Fondazione Carispezia.

Seguirà alle 18.30 la proiezione di un estratto del documentario “Sulla punta di una matita – Conversazioni con Milo De Angelis”, regia di Viviana Nicodemo (edito da Mimesis): un suggestivo ritratto di De Angelis che punta i riflettori sui luoghi dell’anima del poeta, scrittore e critico letterario.
Alle ore 19.00 Adriana Beverini, Responsabile della sezione “alla Carriera”, introdurrà Milo De Angelis a dialogo con Francesco Napoli e Stefano Verdino; a seguire, lo stesso De Angelis leggerà una selezione delle sue poesie accompagnato dalla performance musicale della fisarmonicista Ylenia Volpe.
Contestualmente, verranno esposte in visione al pubblico le Antologie del Premio Lerici Pea, dalle più datate, a cura di Carpena edizioni, ad oggi.

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