A Duino e a Trieste la festa della poesia

A TRIESTE E DUINO GIOVANI POETI DA TUTTO IL MONDO PER UNDICI GIORNATE DEDICATE ALLE CULTURE DEL NOSTRO PIANETA

Con l’arrivo della primavera Duino e il suo splendido castello a picco sul mare, e Trieste, città di Umberto Saba, Italo Svevo e James Joyce, ospiteranno nuovamente la “Festa della Letteratura e della Poesia”, che in questi luoghi ha trovato già da molti anni dimora.

L’edizione 2019 si preannuncia ricca d’iniziative, con undici giorni di incontri letterari, spettacoli teatrali e musicali, workshop, mostre e flash mob poetici. Sarà un nuovo modo per scoprire questo affascinante territorio nell’estremo lembo orientale d’Italia e una città letteraria per vocazione storica, perché i vari appuntamenti saranno dislocati nei diversi luoghi cittadini in cui si fa cultura: dai più celebri caffè letterari triestini (Tommaseo, Antico Caffè San Marco, Caffè degli Specchi) ai musei, fino al Castello di Duino, celebrato da Rainer Maria Rilke nelle sue “Elegie Duinesi”. Tra un appuntamento e l’altro rimarrà comunque il tempo per conoscere dal vivo la città, liberamente o su richiesta con tour guidati.

SOGNO E CONOSCENZA

La manifestazione in calendario dal 20 al 31 marzo, passando per il 21, Giornata Mondiale della Poesia, ruoterà intorno al tema “Il sogno e la conoscenza”, esplorato nella XV edizione del Concorso Internazionale di Poesia e Teatro “Castello di Duino” da cui nasce l’iniziativa. La premiazione delle varie sezioni della competizione letteraria sarà il momento culminante attorno al quale si snoderanno i tanti eventi letterari e artistici in programma nelle giornate della “Festa”.

Asli Erdogan

OSPITE D’ONORE LA SCRITTRICE TURCA ASLI ERDOGAN Continua a leggere

La lingua instancabile

Nota di Alessandro Canzian

Da tempo ormai in Italia ci stiamo interrogando sullo stato di salute della nostra poesia. Ne sono prova le varie antologie, i censimenti. Anche i giornali, quelli che mantengono la rubrica di settore, talvolta provano una mappatura che quasi sempre appare incontestabilmente corretta pur mancante di pezzi fondamentali (con dichiarazioni contrastanti tra chi vuole la poesia morta e chi invece vede un suo nuovo risorgimento). Allo stesso modo con ciclica ritualità appaiono operazioni editoriali che hanno come obiettivo la proposizione di voci nuove (ad esempio I nuovi poeti italiani di Einaudi e I quaderni di poesia italiana coordinati da Franco Buffoni), premi letterari che negli anni hanno consolidato importanza e prestigio (fra tutti il Viareggio, il Camaiore, il Pagliarani, il Fogazzaro), riviste che cercano con lodevolissima costanza di fotografare lo stato della poesia (Poesia, Nuovi Argomenti, Atelier) e non ultime le riviste cartacee e online che promuovono lo scambio interculturale puntando alle traduzioni (ad esempio il Centro Cultural Tina Modotti, Italian Poetry Review, Laboratori Poesia, Iris News di Chiara De Luca). Continua a leggere

Avrò mille ritorni e mille viaggi

Antonio Nazzaro

Prefazione di Bianca Sorrentino alla silloge inedita di Antonio Nazzaro Amore e dintorni

La solitudine degli altopiani, l’oceano spazzato dal vento e il corpo che si fa istinto: è questa la vita che si coglie nei versi di Antonio Nazzaro, al suo esordio come poeta. Amore e dintorni è una silloge che si contraddistingue per la voce dirompente e matura, cui fa da controcanto un pudore reverenziale – e, oserei dire, quasi fanciullesco – nei confronti dell’arte poetica. Di mille ritorni e mille viaggi si compone dunque l’esplorazione che l’autore ci propone nel territorio vasto e talvolta impervio dell’amore, con la sua verità e il suo sentire appassionato.

Il poeta celebra qui l’amore vorace e quello quotidiano, entrambi con lo stupore di chi guarda per la prima volta e già vede oltre, cogliendo la pregnanza dei gesti e accordando il proprio tempo al tempo dei respiri e dei baci. Immediati ed efficaci sono i fotogrammi che vengono evocati nella mente di chi legge: l’intimità del restare «seduti sul bordo / di questo marciapiede dell’altipiano / a guardare come le nuvole sono / auto celestiali a rubare il cielo»; la concretezza di una «città che non ha fine eppure si può toccare / ogni muro ogni asfalto sanno raccontare storie»; l’immaginazione di chi sostituisce «le biglie colorate / con parole che rotolano più lente».

La vista non è l’unica sfera sensoriale cui l’io poetante fa appello; ricorrente è il ricorso all’olfatto – richiamo evidente a Odore a, il libro di racconti e prose poetiche in cui Antonio Nazzaro rende omaggio alle sue due città, Torino e Caracas: gli odori si associano ai ricordi, ne amplificano i contorni e danno vita a un viluppo inestricabile grazie al quale l’esperienza vissuta acquista un significato ancor più profondo. Qui il profumo della pelle segna i confini dell’amore, si insinua laddove il profilo del sentimento diventa indefinito, garantisce la sospensione di un bacio «a pochi centimetri / dalla terra degli uomini» o di un’acrobazia che lancia gli amanti verso Orione, Saturno, Marte, oltre le galassie «per poi ricadere in un solo istante / qui / fra le lenzuola». Continua a leggere

Giovanna Frene, “Tecnica di sopravvivenza per l’Occidente che affonda”

 

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“Mi capita sempre più spesso di cogliere dentro le cose l’immagine della struttura che la mia mente proietta come costruzione su di esse, e di cogliere dunque immediatamente la feconda irrealtà di questa sovrastruttura. La dimensione sovra-individuale di questa sovrastruttura è stata chiamata Storia. La mia poesia si è diretta proprio lì, verso la Storia, perché è il luogo dove si esprime la massima presenza del nulla che ci assedia. Continua a leggere

Giovanna Frene, tre poesie

 

 

Frene-fotografiaGiovanna Frene, (foto di ORLANDO MYXX) asolana di nascita, vive tra Padova e Crespano del Grappa (TV). Il suo libro di poesia più recente è Il noto, il nuovo (Transeuropa 2011). Ha pubblicato in molte riviste ed è inclusa in varie antologie poetiche, tra cui: Nuovi Poeti italiani 6, a cura di G. Rosadini, Einaudi 2012; Poeti degli Anni Zero, a cura di V. Ostuni, Ponte Sisto 2011; New Italian Writing, a cura di J. Calahan e R. Palumbo Mosca, “Chicago Review”, 56:1, Spring 2011; Parola Plurale, Sossella Editore 2005. Ha collaborato al progetto “Calamita/à”: http://calamitaproject.com/en/ .

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