Daniele Piccini, “Inizio fine”

Letture

Recensione di Paolo Lagazzi

Inizio fine, la nuova raccolta di versi di Daniele Piccini, è un libro misterioso e difficile, lampeggiante di pathos e ombra. Dire che si tratta di un’opera concepita per testimoniare come “nei tempi di povertà si ricoprono / di cenere le sostanze”, mentre il mondo “smotta” e la mente “barcolla”, non è ancora nulla. Se da una parte si srotola per mostrarci forme dell’amarezza e del dubbio, pieghe del tormento o della solitudine – quella solitudine che incide la carne degli uomini e degli animali come la sostanza fiammante delle stelle -, dall’altra il testo di Piccini si arrotola, si avviluppa o s’increspa per tentare contrappunti, per intarsiare linee altre di senso, per scavare cunicoli segreti, per inspirare il vento aspro delle domande estreme in attesa di soffiarlo su noi con la forza utopica dell’angoscia. Cosa comincia, cosa finisce in ogni attimo di quella realtà divina o di quella ferita enorme che è la vita? Qual è il nostro vero compito, saper capire quando è “il Continua a leggere

Alessandro Niero, A.B.C. Chievo

Alessandro Niero, A.B.C. Chievo
Prefazione di Massimo Raffaeli
Passigli Editori 2013
pp. 80, € 12


Recensione Chiara De Luca

Fine traduttore dal russo, Alessandro Niero è abituato al lavoro umile sulla materia verbale da plasmare in senso e suono, alla dura guerra con lessico e sintassi per dare forma coerente al verso, obbedendo a quella melodia segreta che il traduttore, così come il poeta, intende nell’orecchio, e che deve trascrivere, obbedendo a un ritmo interno naturale, a una musica che raffina il tempo, perché il lettore possa a sua volta percepirla. La distanza strutturale e semantica della lingua russa dall’italiano non lascia inoltre appigli al traduttore, che si abitua a piegare il linguaggio, a provarlo fino ai limiti, fin quasi oltre i suoi confini, a reinventarlo. Artigiano della parola, il traduttore compie un lavoro

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Francesco Balsamo, “Ortografia della neve”

Letture
a cura di Luigia Sorrentino

Francesco Balsamo. “Ortografia della neve”. incerti editori 2010

di Nadia Agustoni

La n di “incerti” in corsivo indica insieme una qualche certezza e una continuità nella qualità, non certo nella quantità. Qualità dei testi e dell’oggetto libro, dove una grafica accurata, mostra come si possa fare bene senza grandi mezzi, usando intelligenza e passione. Dunque piccoli editori di Sicilia, terra dove la cultura è anche un fare per resistere con dei progetti all’esistente. “Ortografia della neve” 2010 di Francesco Balsamo è con le parole di Vincenza Scuderi in seconda di copertina, un libro: ” dove il tempo è fermo alle invenzioni dell’elettricità e della radio, in un mondo-quaderno fatto a matita”.
Nella “pagina bianca” di Balsamo leggiamo, quasi sospendendo il respiro, quella difficoltà che è vivere e quella luce di fiocchi che riempiono i pomeriggi, i giorni, gli anni. Continua a leggere

Giovanni Granatelli, “Versione”

Letture
a cura di Luigia Sorrentino

GIOVANNI GRANATELLI, Versione, MobyDick 2013
pp. 64, € 10

Recensione di Chiara De Luca
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La nuova raccolta di Giovanni Granatelli è una versione musicale della melodia del reale, una trascrizione in note di immagini, persone, situazioni e scorci naturali. Come già in Giuramento, il verso di Granatelli è essenziale, asciutto e incisivo, si muove sulla pagina con un ritmo rapido, martellante, privo di cedimenti, dalla prima all’ultima pagina. Se ci li lascia trasportare dal movimento circolare dei versi, che confluiscono l’uno nell’altro attraverso il ponte degli enjambement, richiamandosi ed echeggiandosi in riprese, alternanze e consonanze, si ha l’impressione che si tratti di un’unica poesia, che racconta una storia, quella di un mondo in cui tutto è domanda d’ascolto e la musica è ovunque, in attesa di essere trascritta, di un mondo in cui perfino “I versi dei cinghiali / venuti ad accoppiarsi / qui sotto le finestre / commentano la notte / che crepita nel bosco.”

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Maurizio Cucchi, “Malaspina”

Novità editoriale

Maurizio Cucchi
Malaspina
Prefazione di Alberto Bertoni
Mondadori, 2013 – € 16

Recensione di Chiara De Luca

Malaspina di Maurizio Cucchi è viaggio sorprendente nella porosità della materia, sulla scia del “folle ” Lidenbrock di Viaggio al centro della terra, ed è un’incursione negli anfratti fangosi della memoria, pur nella volontà di restare tenacemente ancorati alla superficie del presente, dove ciò che siamo si posa sui sedimenti di ciò che siamo stati e ci contiene.
Nella tensione alla nuda naturalezza dell’espressione, la lingua poetica di Cucchi si spoglia dell’inessenziale, si fa luminosa e chiara, rispondendo all’intento di “Esprimere gli umori – / anche gli umori forti – senza camuffarli. / Senza infingimenti.” Superando “l’ansia inutile di definizione”, il poeta de-scrive il mondo lasciando che siano le cose a pronunciarsi, senza pretesa di apporre un nome, di spiegare, catalogare, facendosi da parte, liberandosi da ogni maschera autoriale, nel compiacimento di esprimersi ” in prima persona / in modo diretto e libero / come ho finalmente imparato.” Continua a leggere