Bianca Sorrentino, “Sempre verso Itaca”

Bianca Sorrentino

Giovedì 7 dicembre alle ore 21 a Roma, presso la Libreria Caffè letterario Mangiaparole (Via Manlio Capitolino, 7/9), presentazione del nuovo libro di Bianca Sorrentino, “Sempre verso Itaca. Itinerari tra mito e riletture contemporanee” (Stilo Editrice).

Dialoga con l’autrice Simone Di Biasio, giornalista e poeta.

IL LIBRO. Questo vivace dialogo tra pagine del mito classico e riletture contemporanee indaga il rapporto tra il tormento lacerante e la conoscenza, esplorandolo attraverso le sue molteplici accezioni: il viaggio, con Ulisse come archetipo di colui che «a lungo errò» e «molti dolori patì»; la memoria, con Enea che a caro prezzo paga la promessa di rifondare la casa perduta; la verità, con Edipo, che solo quando si acceca riesce a vedere; la poesia, con Orfeo, che discende nel nulla e canta la vita; il lutto, con Elettra come testimone della ferocia e incubatrice d’odio; la ricerca di senso, con Filottete che attraverso l’esperienza dell’alienazione comprende il significato delle sue ferite, e la ricerca di una via, con Dedalo che nella prigionia impara a desiderare la libertà. Al lettore resta un’immaginifica suggestione di leggerezza, che soffia via la polvere dagli occhi e con un tocco di gentilezza chiarisce lo sguardo.
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Golan Haji & Joumana Haddad

Quando l’esilio diviene un canto
di Bianca Sorrentino

Se la Poesia interviene laddove la realtà fallisce, la Musica dà voce all’inespresso dell’anima: le due arti, riunite sotto una felice congiuntura, hanno il potere di richiamarci esortandoci a essere cittadini del nostro tempo, contemporanei a noi stessi. Proprio dall’urgenza di veicolare un messaggio di attenzione, di tensione verso ciò che accade in luoghi apparentemente lontani nasce “Canti d’Esilio”, il concerto che avrà luogo lunedì 15 maggio alle 21 al Teatro Vascello di Roma. La pregnanza del progetto consiste nella sua stringente attualità, nella scelta ardimentosa e insieme necessaria di musicare i potenti versi di Golan Haji e Joumana Haddad – patologo e traduttore curdo siriano, il primo, giornalista libanese, la seconda -, che attraverso la letteratura conducono la loro personale battaglia in nome di chi vive “con la terra strappata dal petto”. Continua a leggere

« Vedendomi scritta sui muri »

AMELIA ROSSELLI Credits ph. Dino Ignani

di Bianca Sorrentino

«Ho distolto ogni luce / sdrammatizzo la tua primavera / (…). Vedendomi scritta sui muri / varcai l’isolotto»: in questo marzo tanto luminoso da lasciar presagire stagioni nuove e senza drammi, continuano gli appuntamenti di “Credo soltanto nelle parole”, l’iniziativa che una volta al mese riempie di poesia la Libreria Zaum di Bari. Dopo i primi due eventi notevolmente partecipati, dedicati rispettivamente alle voci di Pier Paolo Pasolini e di Cristina Campo, mercoledì 15 marzo alle 18.30 sarà la volta di Amelia Rosselli e del suo inferno tessuto da mani perfette. Dal momento che la bellezza, come la Cleopatra shakespeariana, rende affamati quanto più soddisfa, il ciclo di incontri continuerà e il 12 aprile ci interrogheremo con Mario Luzi sulla verità del mondo. Continua a leggere

Cristina Campo, assenze e passi d’addio

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Cristina Campo

T’ho barattato, amore, con le parole

di Bianca Sorrentino

A gennaio Pier Paolo Pasolini ci ha ricordato che l’amare conta solo al presente; a febbraio prosegue “Credo soltanto nelle parole”, il ciclo di incontri sulla poesia italiana novecentesca curato da Bianca Sorrentino, in collaborazione con la Libreria Zaum (Via  Cardassi , 85/87) a Bari: al centro dell’evento del 15 febbraio alle 18.30 saranno i versi diafani e altissimi di Cristina Campo, che con la grazia della leggerezza ci racconta di assenze e passi d’addio e ci insegna la danza del saper lasciar andare. Per il 15 marzo è prevista un’inversione di rotta con la voce dirompente di Amelia Rosselli, che dà un nome alle nostre lacerazioni e ai fantasmi che ci attanagliano. Continua a leggere

“Credo soltanto nelle parole”

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Pier Paolo Pasolini

Nota di Bianca Sorrentino

«Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere»: così recita l’aforisma di Ennio Flaiano cui si ispira il titolo del ciclo di incontri sulla poesia italiana del ’900 che si terrà a Bari, a partire da gennaio, presso la Libreria Zaum, piccolo scrigno di bellezza, terreno fecondo in cui germogliano iniziative originali e di spessore.

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