Mariachiara Rafaiani, “Dodici ore”

di Tommaso Di Dio

Dodici ore è l’aspro resoconto di una felice parzialità. Dodici sono infatti le ore che formano la metà di un giorno e dodici è numero che si impunta su di una soglia e spartisce, per un giorno solo all’anno, la faccia in luce da quella in ombra. Il numero dodici sembra ricordarci che c’è una zona visibile e un’altra oscura, incosciente e perduta, dove tutto può accadere e dove ogni trasformazione trova il suo invisibile inizio. Nondimeno, il numero dodici, fin dalle più antiche tradizioni, è legato alla completezza, alla perfezione: dodici è il numero di chi trova compimento. Dodici sono le tribù che formeranno un popolo, dodici gli amici che saranno testimoni di un dio bizzarro che volle farsi carne e dodici sono i mesi che chiudono un anno come anche le case delle stelle che fin da Babilonia e dalle civiltà dell’Indo indicarono il ritorno del tempo. In questo numero c’è la gioia della perfezione, la festa della totalità; eppure, al contempo, in esso si annida il senso della parte, della partizione, di ciò che, diviso, scorre.

Con questo libro, siamo di fronte ad un esordio, ad una prima prova che non vuole dissimulare mai, neanche per un momento, il suo essere opera integrale di una giovinezza che ancora dura. Una poesia, quella della Rafaiani, che si dichiara programmaticamente in cerca di intensità; che del tempo cerca il picco, la vertigine: il momento quando il tempo sembra si annulli e si viva una vita ironicamente infinita («Il nostro tempo è infinito, buon viaggio», p. 13). Pregio e al contempo suo limite, pagina dopo pagina, si procede fra momenti apicali. Continua a leggere

MIDNIGHT MAGAZINE incontra ARGO e la POESIA DEL NOSTRO TEMPO

Nasce il nuovo portale italiano di poesia contemporanea

Nel 2018, grazie all’impegno della rivista “Argo”, la redazione di “Poesia del nostro tempo” trova come compagno di viaggio il nucleo di redattori di ” Midnight Magazine”. Nasce una nuova esperienza della Poesia, naviga sul nuovo sito https://poesiadelnostrotempo.it/

Più di 200 redattori specializzati, 12.000 iscritti al gruppo Facebook, 40.000 visualizzazioni giornaliere complessive: questi sono alcuni dei numeri della neonata collaborazione tra le riviste Argo e Midnight Magazine nel blog Poesia del nostro tempo. Le due testate, unite, daranno vita a uno dei più importanti portali di poesia contemporanea in Italia.

Recentemente, dopo gli anni della crisi, molti piccoli e medi editori, nonché le grandi case editrici che hanno fatto la storia del Novecento, stanno rilanciando i loro cataloghi con opere di poesia, pescando anche nuovi autori dal mondo dei social media, dai recenti format teatrali come il poetry slam e continuando contestualmente a puntare su quegli autori che si sono sempre attestati per il livello altissimo della loro produzione poetica. Continua a leggere

La poesia di Mario Benedetti

Venerdì 23 Marzo
Perugia, Umbrò, Via S. Ercolano 2 (Sala Muro Etrusco)

La poesia di Mario Benedetti
Dialoghi e letture

ore 15:00
Stefano Dal Bianco, Roberto Cescon, Tommaso Di Dio, Stefano Giovannuzzi

ore 16:30
Maria Borio, Francesco Brancati, Simone Buratti, Clausia Crocco, Alessandro Mantovani, Giuseppe Nibali, Damiano Scaramella, Riccardo Socci

ore 18:30
READING POETICO

(Mario Benedetti “Tutte le poesie”, a cura di Stefano Dal Bianco, Antonio Riccardi, Gian Mario Villalta, (Garzanti, Milano 2017)

In memoria di Joëlle Gardes

Joëlle Gardes

 

di Tommaso Di Dio

Dedicate alla memoria della poetessa, studiosa e traduttrice Joëlle Gardes, da poco scomparsa, si presentano qui tre poesie, nella lingua francese e italiana.

Dopo aver generosamente tradotto il mio libro Tua e di tutti per Recours au Poème, Joëlle era da tempo impegnata insieme a Jean-Charles Vegliante nella traduzione dell’opera del comune amico Mario Benedetti. Fin da subito, capii che la traduzione per lei non aveva un semplice significato letterario, ma era – e non poteva che essere – una concretissima e affettuosa pratica di conoscenza: un modo di abbracciare ciò che la sorte ha posto lontano.
Per questo, noi suoi amici vogliamo salutarla con quello stesso gesto che le era caro: traducendo insieme una sua poesia inedita e traducendo reciprocamente le nostre due, dedicate a lei. In questo scambio di lingue, in questo lavoro o travaille, ognuno fa proprio, per un momento, quella comunione con la pura lingua dell’intraducibile che ogni poeta non può non tenere a mente; e Joëlle in questo – e non solo in questo – era ed è stata la più fine poeta. Continua a leggere