Tranströmer e il poema invisibile

Tomas Tranströmer

DIETRO LA LINGUA, UN’ALTRA LINGUA

COMMENTO DI FEDERICA GIORDANO

Let me sketch two ways of looking at a poem. You can perceive a poem as an expression of the life of the language itself, something organically grown out of the very language in which it is written…impossible to carry over into another language. Another, and contrary, view is this: the poem as it is presented is a manifestation of another, invisible poem, written in a language behind the common languages. Thus, even the original version is a translation. A transfer into English or Malayalam is merely the invisible poem’s new attempt to come into being”.

Queste parole sono di Tomas Tranströmer, Premio Nobel per la Letteratura 2011. La concezione di poesia come traduzione di una lingua “dietro” le lingue comuni è particolarmente sorprendente, visto che ad esporla è un poeta. L’apparente semplicità di questa affermazione è invece smentita dalle ricadute che essa ha sulla figura del poeta stesso e sul lettore. Più che un creatore, il poeta è un tramite tra l’essenza e la lingua, un fiducioso anello di congiunzione che rende non solo possibile, ma necessario l’esercizio della traduzione. Continua a leggere

Tomas Tranströmer, una lettura notturna

trastromerdi Fabio Izzo

perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà“.

L’ultimo poeta a ricevere il premio Nobel per la letteratura, nel 2011, dopo la Szymborska, fu lo svedese Tomas Tranströmer, tradotto in 70 lingue, universalmente acclamato come uno dei più importante poeti svedesi, scandinavi ed europei del dopo guerra. Una produzione non immensa la sua, anzi, e non sempre immediata, ma sempre pronta a sorprendere nel suo naturalismo puro e nella sua mediazione con il divino. La sua lingua è originale, intessuta dai lunghi inverni svedesi, dal ritmo incalzante delle stagioni che cambiano e dalla bellezza pura e incontaminata della natura nordica. Utilizzando queste risorse è riuscito a descrivere il piano visibile e quello invisibile. Continua a leggere

Addio a Tomas Transtromer

EPA/FREDRIK SANDBERG SWEDEN OUT

EPA/FREDRIK SANDBERG SWEDEN OUT

È morto il poeta Tomas Tranströmer, nato a Stoccolma il 15 aprile del 1931.
 Nel 2011 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: “perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà”. Le sue opere sono pubblicate in Italia dagli editori Crocetti, Rizzoli e Iperborea.
 Transtromer è cresciuto solo con la madre perchè il padre li aveva lasciati. Laureato in psicologia nel 1956, ha lavorato in un istituto per minorenni disadattati, disabili, carcerati e tossicodipendenti, producendo, contemporaneamente, una grande quantità di lavori poetici.
La sua prima miscellanea, “Diciassette poesie”, quando aveva appena 23 anni, è stata pubblicata dalla più prestigiosa casa editrice nord europea, Bonnier.
Dopo aver pubblicato 10 volumi di poesia, Transtromer è stato colpito da un ictus nel 1990 che ha leso la sua capacità di parlare, ma non quella di scrivere . Infatti, dopo una pausa di sei anni, è tornato a pubblicare poesia con “La Gondola Funebre”, un libro che ha venduto 30 mila copie in Svezia, un grande successo editoriale per un libro di poesia.

 

Valerio Magrelli interviene sul Nobel dato a Tomas Tranströmer

“La scelta di un poeta mi pare importante e mi sembra anche una giusta risposta al delirio di proporre al Nobel un cantautore come Bob Dylan”. Lo dice il poeta Valerio Magrelli commentando l’assegnazione del premio per la letteratura al poeta svedese Tomas Transtromer e criticando le previsioni dei bookie che nelle ultime ore davano come favorito Bob Dylan.

“Proporre Dylan è un’idea insensata e pericolosa. Ha milioni di fan, si può accontentare senza invadere il campo di altri. Sono due mestieri – dice Magrelli – diversi. Prometto solennemente che non chiederò mai di suonare su un palco. Ognuno al suo posto. La parola cantata è una parola con una protesi. Sarebbe come confrontare un pugile con uno spadaccino. Il Nobel è stato vinto anche da cattivi scrittori, ma scrittori. Dylan non è uno scrittore”. Continua a leggere