Emanuele Severino, “Fondamento della contraddizione”

Il principio di non contraddizione, che Aristotele chiamò il «principio più saldo di tutti», è considerato, fin dalle origini, il fondamento stesso del pensiero occidentale. Un passaggio obbligato che si presenta tuttavia come un’ardua strettoia, giacché se per Aristotele a quel primo principio è connessa «la necessità che sia sempre compiuto l’opposto dell’errare, cioè l’essere nella verità», anche l’essere nell’errore richiede un fondamento, e già Platone si sentiva «turbato» di fronte all’interrogazione su come sia possibile l’esistenza, in quanto tale, dell’«opinione falsa» – di quell’errore la cui essenza è proprio la contraddizione.
Sono temi ricorrenti in tutta l’opera di Severino. Mai però come in questo libro sono stati trattati in forma così estesa e compiuta: in particolare nell’importante saggio inedito che dà il titolo al volume, dove il filosofo muove dall’esame di uno dei tratti cruciali nonché dei meno indagati del pensiero di Aristotele, il quale «mostra come ci si debba liberare dal “turbamento” di Platone: negando l’esistenza della contraddizione e dell’errare. Un gesto, questa negazione, che è rimasto pressoché sconosciuto e che lo stesso Aristotele non ha esplorato. Ma che, soprattutto, non può avere l’ultima parola». Continua a leggere

Nancy e la poesia dell’eterno ritorno

Nota di Luigia Sorrentino

Ho ricevuto in dono questo piccolissimo libro di Jean-Luc Nancy , La custodia del sensoNecessità e resistenza della poesia, a cura di Roberto Maier (EDB, Lampi, 2017). Mi è piaciuto leggerlo, perché quando si legge un autore che ci è congeniale, il nostro pensiero si affina fino a diventare una potente architettura. Ho sempre creduto nella stretta familiarità fra filosofia e poesia e ho più volte espresso il mio auspicio che filosofi e poeti tornino a parlarsi, anche a odiarsi, senza più ignorarsi. Alcuni filosofi del Novecento, sono tornati a fare i conti con la poesia. Solo per fare qualche nome:  Derrida, lo stesso Nancy, (peraltro allievo di Derrida), ma anche Agamben, Badiou, e forse molti altri. Continua a leggere

La sera del dì festa

leopardi

 

Luigia Sorrentino, legge “La sera del dì di festa” di Giacomo Leopardi.
La musica è di Schubert.

LA SERA DEL Dì DI FESTA è un IDILLIO composto da GIACOMO LEOPARDI a Recanati probabilmente nel 1820, (vedi in: Tomo I  “Giacomo Leopardi OPERE”, a cura di Sergio Olmi, Riccardo Ricciardi Editore, 1956).

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Emanuele Severino, “DIKE”

 

dikeE’ nelle librerie italiane l’ultima opera di uno dei più importanti filosofi viventi, Emanuele Severino,DIKE, Biblioteca Filosofica Adelphi, (luglio 2015).

Il libro – a novembre 2015 già alla Seconda Edizione –  comincia con una nota scritta dall’Autore che qui sotto vi proponiamo integralmente.
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Nel mondo greco, la parola díkē, che comunemente traduciamo con «giustizia», si riferisce all’inizio alla dimensione giuridica e, prima ancora, religiosa. Ma la filosofia porta alla luce un significato essenzialmente più profondo di questa parola. Si può dire che l’avvento della filosofia coincide con l’avvento di tale significato. Díkē viene a significare l’incondizionata stabilità del sapere. E richiede la stabilità incondizionata dell’essere. Riguarda tutto ciò che l’uomo può pensare e può fare. Secondo (seguendo) essa si svolge la storia dell’Occidente.

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Oltre la siepe. Omaggi a Giacomo Leopardi

PIOAppuntamento
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A Roma alla Galleria PIO MONTI Artecontemporanea, Oltre la siepe. Omaggi a Giacomo Leopardi
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OPENING 12 DICEMBRE 2014 ore 18 (dal 12 dicembre 2014 al 13 gennaio 2015).
 
Per me, marchigiano e giardiniere dell’Arte contemporanea, la siepe di Leopardi non è soltanto sublime poesia, ma vita vissuta “E il suon di lei (CMaj7) diventa nostalgia infinita” 
(Pio Monti, 2014). Continua a leggere